FREE THEO!

FREE THEO!
Theo Theodoridis is a model greek unjustly accused and convicted for crimes he did not commit. Right now he is a prisoner in the prison of Thessalonica in a small cell with 9 detained in inhumane conditions. Theo needs to be cured. Likely to die if not treated immediately.
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venerdì 18 gennaio 2013

SENZA POSSIBILITA' DI DIFESA Theo Theodoridis resta in carcere. Rinviata a giugno 2013 l’udienza d’appello a causa di un errore procedurale

Theo Theodoridis
Theo rimane in carcere, nonostante nel secondo grado di giudizio sia caduta l'accusa di spaccio internazionale di sostanze stupefacenti. Il suo legale ha prodotto una richiesta di appello, ma il sistema giudiziario ellenico, ancora legato all'epoca della "dittatura dei colonnelli" e in balìa delle onde a causa della gravissima crisi socio-politica, si accanisce contro un cittadino inerme e cosa ancora più grave, innocente, la cui unica colpa è quella di essere un personaggio pubblico. La storia continua ad avere dell'incredibile: era stata fissata la data del primo giugno 2012 per il terzo grado di giudizio, ma a causa di un intoppo burocratico non venne assegnato l'avvocato della contro-parte, di conseguenza l’udienza è stata rinviata a giugno del 2013! I lettori si chiederanno come sia possibile che si possa verificare una situazione del genere in un Paese“civilizzato”come la Grecia, membro della Comunità Europea. Non esiste il pericolo di reiterazione del reato, in quanto non c'è nulla da reiterare, nè tantomeno pericolo di fuga: inoltre, le autorità carcerarie parlano di Theo come un detenuto modello, che addirittura ha ripreso gli studi interrotti tempo fa. In qualsiasi nazione "veramente civilizzata" Theo sarebbe stato scarcerato e in attesa dell'ultimo grado di giudizio, avrebbe continuato a scontare la pena (comunque, ingiusta) a casa sua. Nella sua ultima lettera scrive: "hanno rubato tre anni della mia vita senza aver commesso niente, spero solo mi venga data la possibilità di difendermi e soprattutto spero che chi sa...parli e dica come veramente sono andate le cose...Essere privati della libertà da innocente è una cosa che ti distrugge, ma io ho fiducia che la verità verrà a galla e giustizia sia finalmente fatta.

Angelo Martucci 



venerdì 10 agosto 2012

STANNO DISTRUGGENDO LA SUA VITA! They are destroying his life!

Theo Theodoridis


Un "Vizio di Procedura" ha sconvolto la vita di Theo.
Un errore commesso dalla Magistratura ellenica lo ha riportato in carcere, dopo una breve parentesi di arresti al suo domicilio.
Come può un uomo innocente "farsi" 4 anni di prigione, con l'amara consapevolezza della propria innocenza? Quando arriverà il giorno fissato per l'appello saranno compiuti 3 anni dal giorno in cui Theo è stato arrestato.
Diamogli il nostro appoggio, potrebbe salvargli la vita. 

A "procedural defect" has disrupted the lives of Theo. A mistake made by the Hellenic Judiciary has reported to prison after a brief period of arrest at his home. How can an innocent man "himself" 4 years in prison, with the bitter consciousness of his innocence? When the day fixed for the appeal will be made ​​in 3 years from the day when Theo was stopped. Let's give them our support, could save his life.



venerdì 6 aprile 2012

"MORIRSTI PER LUI?" Lettera di Don Domenico Mancuso


Theo Theodoridis

PER ANGELO MARTUCCI
di Don Domenico Mancuso

Quanto amore in queste pagine! Quanto amore nell’operato di questa persona, Angelo, che io non conosco. Non è amore fisico. È qualcosa di più. È quello che ci ha insegnato nostro Signore “…amatevi come io vi ho amati…”. “Amatevi senza egoismi. Sarebbe un amore impuro, destinato a morire di malattia. Amatevi volendo per gli altri più bene di quello che non augurate a voi. È molto difficile. Lo so. Ma vedete questo eucaristico Pane? Esso ha fatto i martiri. Erano creature come voi: paurose, deboli, viziose anche. Questo Pane ne ha fatto degli eroi.
Nel primo punto vi ho indicato il mio Sangue per vostra purificazione. Al terzo punto, per fare di voi dei santi, vi indico questa Mensa e questo Pane. Il Sangue da peccatori vi ha fatto giusti. Il Pane da giusti vi fa santi. Un bagno monda ma non nutre. Rinfresca, ristora, ma non si fa carne nella carne. Il cibo diviene sangue e carne, diviene voi stessi. Il mio Cibo diviene voi stessi”. È ciò che disse ai suoi discepoli la sera prima del suo arresto nel Getsemani. Gesù è morto per il nostro amore. “…moriresti per lui?” Questa era la domanda che i primi cristiani si ponevano l’un l’altro. La risposta era si “…morirei per Lui perché Lui ci ama…”.
Offrire la propria vita in cambio di quella di un amico, non esiste amore più grande. Non esiste gesto più nobile agli occhi del Signore. La propria vita la si può offrire in diversi modi, anche mettendosi al servizio di chi ha bisogno, lottare per la salvezza di un altro fratello, come in questo caso, testimoniare la parola di nostro Signore, fare del bene. Non c’è sacrificio più grande, non c’è amore più puro. Darsi completamente, con tutto il cuore senza mai chiedere nulla in cambio, perché il bene che facciamo ai nostri fratelli, lo facciamo al Signore. La ricompensa sarà immensa, saremo chiamati “figli di Dio”.
Nonostante i nudi piuttosto evidenti, in queste pagine ho scoperto l’amore Vero di un fratello che ha offerto la sua stessa vita per un altro fratello, di queste azioni il mondo ha bisogno. Un mondo troppo distratto e ammalato di un male terribile che logora l’anima: il materialismo. Un mondo in cui non c’è più spazio per l’amore. Un mondo frenetico e distratto.
Una vittima di questo male è il nostro fratello Theo. Mi piace pensare a lui come al “Figliol prodigo”, che ritorna al padre, dopo tanto girovagare…Come la pecorella  smarrita" Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto per andare in cerca di quella perduta finché non la trova? E, trovatala, se la mette sulle spalle tutto contento e, giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi con me perché ho ritrovato la mia pecora, quella che era perduta". Chi siamo noi per negare il perdono? “…perdona e ti sarà perdonato…” siamo forse al di sopra di nostro Signore?
La domanda che pongo ad Angelo è quella dei primi martiri: “moriresti per lui?”, perché significa morire per nostro Signore Gesù. La tua risposta è si “morirei per lui…”.
Colui che vuole vedere il Volto del Signore, lo può vedere in colui che soffre. Nel volto sofferente di Theo hai trovato il Volto di nostro Signore Gesù che ci ama tanto.

                                                                   Don Domenico Mancuso

lunedì 26 marzo 2012

LASCIATELO IN PACE! - LEAVE ME ALONE!

Theo Theodoridis

Non è possibile! Nonostante quello che sta attraversando Theo c’è ancora gente senza scrupoli; vere e proprie iene che si servono in modo illegittimo e improprio della sua immagine. Persone che mentono spudoratamente sul fatto di essere suoi amici per il solo gusto di essere al centro dell’attenzione e usano la sua immagine quasi come un trofeo. Non è di questo che Theo ha bisogno in questo momento così delicato! Ha bisogno di tanta solidarietà e affetto.
È veramente vergognoso! Basta solo aprire il motore di ricerca Google per vedere centinaia di foto, scattate, tempo fa, per motivi di lavoro, esibite da gente senza moralità. Alcune Foto sono state modificate e lo mostrano dietro le sbarre, con frasi di impatto. Ma non sono foto reali, sono false, create da gente falsa! A questi loschi personaggi dico smetterla e riflettere su quello che hanno fatto. Si tratta di un uomo, un nostro fratello che sta vivendo il periodo più brutto della sua vita.


You can not! Despite what Theo is going through there are still people without scruples; real hyenas who unlawfully and improperly used his image. People who lie shamelessly about being friends for the sake of being in the spotlight and using her image almost like a trophy. Theo does not need thereof at this moment very delicate! He needs a lot of solidarity and affection.
It is truly shameful! Just open the Google search engine to see hundreds of pictures taken, long ago, for reasons of work, exhibited by people with no morality. Some photos have been transformed with the computer and show Theo in prison, with sentences of impact. But pictures are not real, they are false, created by fake people! To stop these shady characters say and think about what they did. This is a man, a brother who is experiencing the worst period of his life.

                                                                                  Angelo Martucci






venerdì 9 marzo 2012

COMUNICATO STAMPA - Press release

Theo Theodoridis

Già da qualche mese ho iniziato una lotta senza quartiere, servendomi di ogni mezzo lecito, la stampa, internet, Amnesty International, per difendere un uomo, un nostro fratello innocente, ingiustamente accusato di un reato gravissimo, da un sistema giudiziario iniquo e asservito al potere politico. Si tratta del modello greco Theo Theodoridis, rinchiuso in una minuscola cella del carcere Diavata di Tessalonica in condizioni disumane assieme a nove detenuti.
Abbiamo chiesto la revisione del processo in modo tale che Theo possa dimostrare, in quella sede, la sua innocenza e l’assoluta estraneità ai fatti che gli vengono contestati.
Theo è innocente, la sua unica colpa è quella di essere caduto vittima della cocaina ed esserne divenuto dipendente a causa del suo lavoro logorante e snervante, quello dell’alta moda. Come si può condannare un uomo a 18 anni di carcere con un’accusa del genere, quando, invece dovrebbe essere sottoposto a cure adeguate? Ecco il motivo della mia lotta. Ho ritenuto giusto almeno tentare di dare una mano ad un uomo disperato che ha bisogno d’aiuto per salvare la sua stessa vita. Quale uomo potrebbe sopportare una situazione simile con la consapevolezza della propria innocenza?
A nome di Theo chiedo aiuto a tutte quelle persone che credono nella giustizia, quella vera. A tutti coloro che hanno un cuore ed una coscienza, perché ciò che sta accedendo a Theo potrebbe accadere a chiunque e in qualsiasi momento.
Io continuerò a lottare consapevole del fatto che potrei andare incontro a rischi reali, ma io non ho paura perché sono assolutamente sicuro della sua innocenza e sono pronto ad assumermi ogni responsabilità delle mie azioni entro i limiti della legalità.
Non c’è più tempo da perdere perché Theo è in carcere già da un anno e mezzo ed è giunto al limite della sopportazione. Potrebbe crollare da un momento all’altro e “gettare la spugna”. Mi sento coinvolto in questa vicenda a tal punto che non so quale potrebbe essere la mia reazione di fronte ad un epilogo drammatico e “definitivo…”.
Sono sicuro che continuerete ad aiutarmi a sostenere Theo con la vostra adesione alla causa, così che possa riprendersi la sua vita rubata e ritornare a sorridere.
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For several months I have started a fight without quarter, by making use of all lawful means, print, Internet, Amnesty International, to defend a man, a brother innocent, wrongly accused of a serious crime, then by an unjust and subservient to political power. This model greek Theo Theodoridis, locked in a tiny jail cell Diavata of Thessalonica in inhuman conditions with nine inmates.
We asked for a retrial so that Theo can demonstrate, in that case, his innocence and the absolute strangeness of the facts that are disputed.
Theo is innocent, his only fault is that he has fallen victim to become dependent on cocaine and being a result of his labor-intensive and grueling, high fashion. How can you condemn a man to 18 years in prison on a charge like that, when instead it should be subjected to appropriate care? That's why I fight. I groped at least considered it right to give a hand to a man who desperately needs help to save his own life. What man could endure a similar situation with the knowledge of his innocence?
On behalf of Theo asking for help to all those people who believe in justice, the real one. To all those who have a heart and a conscience, because what is accessing Theo could happen to anyone at any time.
I will continue to strive aware that I could reach out to real risks, but I'm not afraid because I am absolutely sure of his innocence and are prepared to assume all responsibility for my actions within the limits of legality.
There's no time to lose because Theo is in jail for a year and a half and reached the limit of endurance. It could collapse at any moment and "throwing in the towel." I feel involved in this affair so much that I do not know what would be my reaction to a dramatic ending and "final ...".
I am sure you will continue to help to support Theo with your support of the cause, so he can recover his stolen life and return to smile.
                                                                                Angelo Martucci


domenica 26 febbraio 2012

Italia dei Valori della valle dell'Esaro, sezione di San Sosti aderisce alla causa "Theo Libero"



Nei paesi dove sprofonda la crisi economica e nella società dove diventa indispensabile la moneta, ogni altro aspetto debole della società non viene tutelato. E' quello che sta succedendo a Theodoro Theodoris che sta pagando sproporzionatamente un suo comportamento risucchiato da una società in crisi di identità. Italia dei Valori della valle dell'Esaro si augura che per Theodoro Theodoridis ci sia un giusto processo che garantisca i diritti dell'umanità. Diritti internazionali e dell'umanità ai quali ogni stato dovrà richiamarsi per raggiungere la civiltà di un paese.

San Sosti li 13.02.2012                                                               
Pantaleo Borrelli


mercoledì 1 febbraio 2012

AVVISO IMPORTANTE!


Giorno 7 Febbraio 2012 la casa editrice Martus Editore invierà il secondo plico ad Amnesty International contenente le adesioni a sostegno di Theo. Altre due copie saranno inviate al suo legale ed a lui personalmente.
Grazie a tutti coloro che hanno creduto in lui, nella sua innocenza. Grazie a chi, oltre all'indirizzo E-Mail, indispensabile per la causa, hanno espresso il proprio pensiero, i propri sentimenti. Alcuni commenti sono scritti con il cuore e con tutta l'anima, veri e propri frammenti di letteratura. Grazie di nuovo, anche da parte di Theo, sarà mia cura farglieli recapiare direttamente.
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February 7, 2012 the day the publisher Martus Publisher will send the second envelope containing the membership to Amnesty International in support of Theo. Two other copies will be sent to his office and to him personally.

Thanks to all those who believed in him, in his innocence. Thanks to those who, in addition to the e-mail, which is essential for the cause, have expressed their thoughts, their feelings. Some comments are written with heart and with all thy soul, real pieces of literature. Thank you again, even by Theo, I will take care let them direct delivery.
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Η ημέρα θα είναι 7 Φεβ 2012 έστειλε το δεύτερο φάκελο που περιέχει την ιδιότητα του μέλους με τη Διεθνή Αμνηστία για την υποστήριξη της Θέος. Δύο άλλα αντίγραφα θα αποσταλούν στο γραφείο του και με αυτόν προσωπικά.

Χάρη σε όλους αυτούς που πίστευαν σε αυτόν, στην αθωότητά του. Χάρη σ 'αυτούς που, εκτός από το e-mail, η οποία είναι απαραίτητη για την αιτία, έχουν εκφράσει τις σκέψεις τους, τα συναισθήματά τους. Μερικά σχόλια γραμμένα με καρδιά και με όλη την ψυχή σου, πραγματικά έργα της λογοτεχνίας. Σας ευχαριστώ και πάλι, ακόμη και από Θέος, φροντίδα μου θα τους αφήσουμε να άμεσης παράδοσης.

Theodoros Theodoridis

sabato 28 gennaio 2012

UN GRAZIE PER IL SOSTEGNO A THEO UN PRIMO PASSO VERSO LA LIBERTA'

Sono migliaia i consensi a sostegno di Theo Theodoridis, a tal proposito sento il dovere di ringraziare, anche a nome di Theo, tutti quelli che hanno voluto manifestare la loro solidarietà a questo sfortunato ragazzo la cui unica colpa è stata quella di cadere vittima della cocaina. Voglio ricordare che Theo è ancora rinchiuso nel Carcere Diavata di Tessalonica dove sono detenuti delinquenti della peggiore specie e viene trattato alla stessa stregua di questi, forse peggio di coloro che gli fornivano il veleno che ha intossicato il suo corpo. Ho chiesto l’intervento di Amnesty International allo scopo di ottenere una revisione del processo, in modo che Theo possa dimostrare la sua innocenza e riconquistare la libertà. Ma bisogna far presto, Theo è stanco di lottare, stanco di sopportare il peso di una tale ingiustizia.
Coloro che conoscono Theo di persona lo descrivono come un uomo mite, benevolo con un grande cuore, sempre pronto ad aiutare gli altri.
Molti lo conoscono come un benefattore a enti di beneficenza di sostegno ai meno fortunati ed ai bambini bisognosi. Come può un uomo così fare del male ad altre persone? La sua famiglia riferisce che Theo non è più la stessa persona, è molto dimagrito, i suoi occhi sono spenti e contornati di nero, esprimono il dolore di un uomo che deve pagare un prezzo troppo alto, imposto da una società malata, basata sulle apparenze.
“Io sono colpevole” dichiara Theo durante il primo e unico grado del processo, “ma sono colpevole di fronte alla mia famiglia e prego in ogni momento della mia triste esistenza, che un giorno possano essi perdonarmi, perdonare la mia debole condizione umana...ma non sono uno spacciatore, un assassino, un poco di buono, come molti mi dipingono” ha continuato Theo “lo giuro davanti agli uomini e davanti a Dio, supremo Giudice”. Come ci può essere menzogna in queste parole?
Prego tutti coloro che credono nella giustizia di continuare ad esprimere il loro sostegno lasciando il proprio indirizzo E-mail. Provvederò mensilmente ad inviare un plico ad Amnesty International, al suo legale ed a lui personalmente.
Ringrazio le istituzioni politiche ed amministrative, le associazioni i privati cittadini che hanno creduto nella sua innocenza.
Ringrazio soprattutto il quotidiano d’informazione la “Gazzetta del Sud” che ha raccontato questa triste storia sensibilizzando l’opinione pubblica.

Angelo Martucci

martedì 13 dicembre 2011

SALONICCO: AUTORITA’ GIUDIZIARIA ACCOGLIE LA RICHIESTA DI MARTUS EDITORE


L’autorità giudiziaria di Salonicco (Grecia) ha accolto la richiesta della casa editrice Martus Editore di tenere un colloquio telefonico mercoledì 28 dicembre 2011 alle ore 19:00 con lo sfortunato modello Theo Theodoridis, ingiustamente condannato ad una pena detentiva di 18 anni di seguito all’accusa per possesso di stupefacenti.
Sarà Angelo Martucci, rappresentante della casa editrice sansostese, a tenere la conversazione telefonica con Theo. Lo stesso Martucci sta conducendo una campagna di sensibilizzazione a sostegno del modello coinvolgendo i mass-media regionali e nazionali, finchè venga concesso una seconda udienza, in modo tale che Theo possa dimostrare la sua estraneità ai fatti contestatigli dalla Giustizia ellenica.
È in atto una petizione, in concomitanza con altri gruppi e comitati sparsi in Italia ed all’estero, che sarà inoltrata ad Amnesty International. L'iniziativa della Martus Editore in pochi giorni ha registrato una massiccia adesione, che va oltre ogni aspettativa.
Un grazie a tutti quanti hanno sostenuto la causa ed a tutti quelli che lo faranno, anche da parte di Theo.
Sarà cura della Martus Editore far recapitare personalmente a Theo ogni manifestazione di solidarietà nei suoi confronti, nonchè gli articoli sui giornali regionali e nazionali.

sabato 3 dicembre 2011

ANCORA UNA VITTIMA DELLA "GIUSTIZIA" THEO LIBERO - FREE THEO


Esprimi il tuo sostegno a Theo potrebbe salvargli la vita

Scrivi un commento firmato o semplicemente l'indirizzo E-mail nella casella dei commenti alla fine dell'articolo. Sarà la petizione che il legale di Theo presenterà ad Amnesty International

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Give your support to Theo could save his life


Write a comment with your name or just the e-mail address in the comments box at the end of the article. Will the petition that the present legal Theo Amnesty International


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È una storia che ha dell’incredibile proprio perché ha come teatro la terra dove è nata la Democrazia, culla della civiltà e dei diritti umani, la Grecia. È la trista vicenda di Theo Theodoridis.
Theo Theodoridis è un modello, detenuto in un carcere greco per un anno e mezzo senza il beneficio di un regolare processo.
Il 21 Giugno scorso è stato condannato a 18 anni di carcere con l’accusa di spacciare droga; in realtà, secondo l’arringa del suo avvocato, egli non ha mai venduto nessun genere di droghe, ha solo avuto la sfortuna di diventare dipendente dalla cocaina. Ciò nonostante le sentenza è stata confermata nel corso della seconda udienza del 18 agosto.  In questo momento si trova nel carcere di Salonicco senza nemmeno il beneficio della riabilitazione dalla dipendenza alla droga; condivide una minuscola cella con altri 9 detenuti, colpevoli di gravi crimini. Theo viene trattato alla stessa stregua di delinquenti comuni, magari peggio di coloro che gli fornivano la cocaina che per anni ha intossicato il suo organismo.
In questo momento sta combattendo per la sua stessa vita, si trova a dover scontare 18 anni di carcere per colpe che non ha commesso; è questa la giustizia greca? Se fosse stato un cittadino qualunque gli avrebbero riservato lo stesso trattamento? Questo è un aspetto che suscita molti dubbi.
È una vera e propria battaglia mediatica nei confronti di un uomo la cui unica colpa è quella di essere stato famoso e molto richiesto della maggiori case di moda, in primis, italiane e francesi, quelle stesse case di moda che lo hanno usato, sfruttato, distrutto e gettato via, come un oggetto che non serve più. Questo è ciò che avviene in ambienti, spesso di dubbia moralità come quello della moda e dello spettacolo in genere.
Un altro aspetto, a dir poco sconcertante di questa vicenda, è una foto del modello utilizzata da una nota casa di moda italiana per pubblicizzare un altrettanto noto profumo maschile.


Tutto ciò è moralmente aberrante! Come si può continuare a servirsi di una persona trattandola come un oggetto commerciale pur sapendo che sta lottando per salvare la propria vita.
Ma, non è un episodio singolo, basta digitare sul principale motore di ricerca di internet il suo nome. Centinaia di immagini che ritraggono il modello in svariate pose, utilizzate come messaggi pubblicitari, ma nessun o pochissimi riferimenti a questa triste, grave vicenda umana che ha dell’incredibile. Addirittura, un blog riconducibile ad una di queste industrie italiane, denunciata dalla famiglia del modello, riferisce di un sequestro di 4 chili di cocaina da parte delle autorità bulgare. Notizia immediatamente smentita dalle stesse autorità.                                                                                                               
Coloro che conoscono Theo di persona lo descrivono come un uomo mite, benevolo con un grande cuore, sempre pronto ad aiutare gli altri. Molti lo conoscono come un benefattore a enti di beneficenza di sostegno ai meno fortunati ed ai bambini bisognosi. Come può un uomo così fare del male ad altre persone? La sua famiglia riferisce che Theo non è più la stessa persona, è molto dimagrito, i suoi occhi sono spenti e contornati di nero, esprimono il dolore di un uomo che deve pagare un prezzo troppo alto, imposto da una società malata, basata sulle apparenze.
“Io sono colpevole” dichiara Theo durante il primo e unico grado del processo, “ma sono colpevole di fronte alla mia famiglia e prego in ogni momento della mia triste esistenza, che un giorno possano essi perdonarmi, perdonare la mia debole condizione umana...ma non sono uno spacciatore, un assassino, un poco di buono, come molti mi dipingono” ha continuato Theo “lo giuro davanti agli uomini e davanti a Dio, supremo Giudice”. Come ci può essere menzogna in queste parole?
A sostegno di questa triste vicenda che ha coinvolto, non un modello di fama internazionale, ma un uomo…un essere umano, sono nati molto gruppi, sia sui social network più accreditati, sia veri e propri siti per la raccolta delle firme che saranno presentate Amnesty International dal suo avvocato difensore, Sakis Kehayoglou il quale chiede un processo giusto ed equo.
Particolarmente in Italia, dove ha lavorato per alcuni anni, cui è profondamente legato come sostiene sempre dalla prigione dove è ancora rinchiuso, sono in corso diverse iniziative per chiedere un riesame del processo in un tribunale maggiormente idoneo.
A sostegno dello sfortunato modello, anche la Martus Editore ha preso parte all’iniziativa “FREE THEO THEODORIDIS” promossa dal suo legale a dalla famiglia, nella speranza che tali, tristi vicende non si verifichino mai più in nessuna parte del mondo.
Esprimiamo il nostro sostegno a Theo e fermiamoci a riflettere su un fatto sconcertante e sconfortante: quanti casi come questo si verificano nel mondo lontano dalla luce dei “riflettori?” Quante persone ingiustamente condannate perdono la vita per colpe non commesse?  Diamo a Theo ed a ogni individuo nella sua stessa condizione la possibilità di potersi difendersi e dimostrare la propria innocenza a prescindere dallo status sociale di appartenenza.
“Tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla nascita, dalla religione o dalla condizione sociale, sono dotati di alcuni diritti fondamentali e inalienabili”. Questa affermazione contenuta nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, approvata nel corso della rivoluzione francese, è stata successivamente ribadita nei documenti programmatici di molti organismi nazionali e internazionali (per esempio lo statuto dell’ONU). Tuttavia non è difficile rendersi conto del fatto che ancora oggi i diritti umani, al di là della loro solenne e ripetuta proclamazione, vengono spesso violati. E questo non accade soltanto in luoghi remoti nel mondo, ma anche molto vicino a noi. Come si può agire per modificare questa situazione e fare in modo che vengano effettivamente attuati i diritti affermati nella dichiarazioni?
Il 28 maggio 1961, dalle colonne del quotidiano inglese The Observer , l'avvocato Peter Benenson lanciò un appello dal titolo “I prigionieri dimenticati”.  L'autore, indignato per l'arresto di due studenti colpevoli di aver brindato alla libertà delle colonie portoghesi in un ristorante di Lisbona, denunciò le ripetute violazioni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ed invitò i lettori ad unirsi alla sua protesta. L'effetto fu imponente e del tutto inaspettato: migliaia di persone delle più diverse nazionalità si misero in contatto con l'autore ed insieme organizzarono la prima campagna internazionale in difesa dei Diritti dell'Uomo. Nacque così Amnesty International. Da quel giorno, Amnesty si batte perchè siano rispettati i fondamentali diritti di ogni essere umano, sanciti il 10 dicembre 1948 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il giorno in cui questi diritti saranno universalmente riconosciuti e rispettati, Amnesty International non avrà più alcuna ragione di esistere…
Amnesty International è un movimento internazionale indipendente da qualsiasi governo, parte politica, interesse economico e credo religioso; la sua attenzione è concentrata anzitutto sui singoli casi di violazione dei diritti umani, nel più ampio contesto della Difesa dei Diritti dell'Uomo. Il movimento gode di status consultivo presso le Nazioni Unite e nel 1977 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.
Per raggiungere i suoi obiettivi, Amnesty International invita tutti i soci a partecipare agli appelli rivolti a quei governi che, in modi e misure differenti, non rispettano i Diritti dell'Uomo. Tutti i membri di Amnesty vengono mensilmente informati circa i casi più urgenti, che vengono illustrati sul notiziario e per i quali è indispensabile un intervento immediato.
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A causa di problemi di caricamento della pagina abbiamo dovuto rimuovere la lettera dedicata a Theo dal Sig.Sakis Panagiotis.
Sarà nostra cura pubblicare nuovamente la lettera in una pagina apposita. La redazione si scusa con i lettori.


Si comunica ai lettori che questa pagina ha raggiunto il numero massimo consentito di commenti. Chi volesse lasciare la propria adesione potrà farlo nelle altre pagine.
La redazione ringrazia tutti per la sensibilità dimostrata.


It communicates to readers that this page has reached the maximum number of comments. Anyone wishing to leave their membership may do so on other pages.

The editors would like to thank everyone for their sensitivity.


29.02.2012