Esprimi il tuo sostegno a Theo potrebbe salvargli la vita
Scrivi un commento firmato o semplicemente l'indirizzo E-mail nella casella dei commenti alla fine dell'articolo. Sarà la petizione che il legale di Theo presenterà ad Amnesty International
--------------------------------------
Give your support to Theo could save his life
Write a comment with your name or just the e-mail address in the comments box at the end of the article. Will the petition that the present legal Theo Amnesty International
Come postare un commento?
E' molto semplice:
1 - Vai in fondo alla pagina alla cesella dei commenti.
2 - apponi commento nella casella.
3 - clicca su COMMENTA COME.
4 - clicca su Nome/URL e inserisci il tuo indirizzo E-mail.
5 - clicca continua.
6 - pubblica.
7 - copia il codice della casella apposita e clicca nuovamente Pubblica.
_________________________________________________
È una storia che ha dell’incredibile proprio perché ha come teatro la terra dove è nata la Democrazia, culla della civiltà e dei diritti umani, la Grecia. È la trista vicenda di Theo Theodoridis.
Theo Theodoridis è un modello, detenuto in un carcere greco per un anno e mezzo senza il beneficio di un regolare processo.
Il 21 Giugno scorso è stato condannato a 18 anni di carcere con l’accusa di spacciare droga; in realtà, secondo l’arringa del suo avvocato, egli non ha mai venduto nessun genere di droghe, ha solo avuto la sfortuna di diventare dipendente dalla cocaina. Ciò nonostante le sentenza è stata confermata nel corso della seconda udienza del 18 agosto. In questo momento si trova nel carcere di Salonicco senza nemmeno il beneficio della riabilitazione dalla dipendenza alla droga; condivide una minuscola cella con altri 9 detenuti, colpevoli di gravi crimini. Theo viene trattato alla stessa stregua di delinquenti comuni, magari peggio di coloro che gli fornivano la cocaina che per anni ha intossicato il suo organismo.
In questo momento sta combattendo per la sua stessa vita, si trova a dover scontare 18 anni di carcere per colpe che non ha commesso; è questa la giustizia greca? Se fosse stato un cittadino qualunque gli avrebbero riservato lo stesso trattamento? Questo è un aspetto che suscita molti dubbi.
È una vera e propria battaglia mediatica nei confronti di un uomo la cui unica colpa è quella di essere stato famoso e molto richiesto della maggiori case di moda, in primis, italiane e francesi, quelle stesse case di moda che lo hanno usato, sfruttato, distrutto e gettato via, come un oggetto che non serve più. Questo è ciò che avviene in ambienti, spesso di dubbia moralità come quello della moda e dello spettacolo in genere.
Un altro aspetto, a dir poco sconcertante di questa vicenda, è una foto del modello utilizzata da una nota casa di moda italiana per pubblicizzare un altrettanto noto profumo maschile.
Tutto ciò è moralmente aberrante! Come si può continuare a servirsi di una persona trattandola come un oggetto commerciale pur sapendo che sta lottando per salvare la propria vita.
Ma, non è un episodio singolo, basta digitare sul principale motore di ricerca di internet il suo nome. Centinaia di immagini che ritraggono il modello in svariate pose, utilizzate come messaggi pubblicitari, ma nessun o pochissimi riferimenti a questa triste, grave vicenda umana che ha dell’incredibile. Addirittura, un blog riconducibile ad una di queste industrie italiane, denunciata dalla famiglia del modello, riferisce di un sequestro di 4 chili di cocaina da parte delle autorità bulgare. Notizia immediatamente smentita dalle stesse autorità.
Coloro che conoscono Theo di persona lo descrivono come un uomo mite, benevolo con un grande cuore, sempre pronto ad aiutare gli altri. Molti lo conoscono come un benefattore a enti di beneficenza di sostegno ai meno fortunati ed ai bambini bisognosi. Come può un uomo così fare del male ad altre persone? La sua famiglia riferisce che Theo non è più la stessa persona, è molto dimagrito, i suoi occhi sono spenti e contornati di nero, esprimono il dolore di un uomo che deve pagare un prezzo troppo alto, imposto da una società malata, basata sulle apparenze.
“Io sono colpevole” dichiara Theo durante il primo e unico grado del processo, “ma sono colpevole di fronte alla mia famiglia e prego in ogni momento della mia triste esistenza, che un giorno possano essi perdonarmi, perdonare la mia debole condizione umana...ma non sono uno spacciatore, un assassino, un poco di buono, come molti mi dipingono” ha continuato Theo “lo giuro davanti agli uomini e davanti a Dio, supremo Giudice”. Come ci può essere menzogna in queste parole?
A sostegno di questa triste vicenda che ha coinvolto, non un modello di fama internazionale, ma un uomo…un essere umano, sono nati molto gruppi, sia sui social network più accreditati, sia veri e propri siti per la raccolta delle firme che saranno presentate Amnesty International dal suo avvocato difensore, Sakis Kehayoglou il quale chiede un processo giusto ed equo.
Particolarmente in Italia, dove ha lavorato per alcuni anni, cui è profondamente legato come sostiene sempre dalla prigione dove è ancora rinchiuso, sono in corso diverse iniziative per chiedere un riesame del processo in un tribunale maggiormente idoneo.
A sostegno dello sfortunato modello, anche la Martus Editore ha preso parte all’iniziativa “FREE THEO THEODORIDIS” promossa dal suo legale a dalla famiglia, nella speranza che tali, tristi vicende non si verifichino mai più in nessuna parte del mondo.
Esprimiamo il nostro sostegno a Theo e fermiamoci a riflettere su un fatto sconcertante e sconfortante: quanti casi come questo si verificano nel mondo lontano dalla luce dei “riflettori?” Quante persone ingiustamente condannate perdono la vita per colpe non commesse? Diamo a Theo ed a ogni individuo nella sua stessa condizione la possibilità di potersi difendersi e dimostrare la propria innocenza a prescindere dallo status sociale di appartenenza.
“Tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla nascita, dalla religione o dalla condizione sociale, sono dotati di alcuni diritti fondamentali e inalienabili”. Questa affermazione contenuta nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, approvata nel corso della rivoluzione francese, è stata successivamente ribadita nei documenti programmatici di molti organismi nazionali e internazionali (per esempio lo statuto dell’ONU). Tuttavia non è difficile rendersi conto del fatto che ancora oggi i diritti umani, al di là della loro solenne e ripetuta proclamazione, vengono spesso violati. E questo non accade soltanto in luoghi remoti nel mondo, ma anche molto vicino a noi. Come si può agire per modificare questa situazione e fare in modo che vengano effettivamente attuati i diritti affermati nella dichiarazioni?
Il 28 maggio 1961, dalle colonne del quotidiano inglese The Observer , l'avvocato Peter Benenson lanciò un appello dal titolo “I prigionieri dimenticati”. L'autore, indignato per l'arresto di due studenti colpevoli di aver brindato alla libertà delle colonie portoghesi in un ristorante di Lisbona, denunciò le ripetute violazioni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ed invitò i lettori ad unirsi alla sua protesta. L'effetto fu imponente e del tutto inaspettato: migliaia di persone delle più diverse nazionalità si misero in contatto con l'autore ed insieme organizzarono la prima campagna internazionale in difesa dei Diritti dell'Uomo. Nacque così Amnesty International. Da quel giorno, Amnesty si batte perchè siano rispettati i fondamentali diritti di ogni essere umano, sanciti il 10 dicembre 1948 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il giorno in cui questi diritti saranno universalmente riconosciuti e rispettati, Amnesty International non avrà più alcuna ragione di esistere…
Amnesty International è un movimento internazionale indipendente da qualsiasi governo, parte politica, interesse economico e credo religioso; la sua attenzione è concentrata anzitutto sui singoli casi di violazione dei diritti umani, nel più ampio contesto della Difesa dei Diritti dell'Uomo. Il movimento gode di status consultivo presso le Nazioni Unite e nel 1977 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.
Per raggiungere i suoi obiettivi, Amnesty International invita tutti i soci a partecipare agli appelli rivolti a quei governi che, in modi e misure differenti, non rispettano i Diritti dell'Uomo. Tutti i membri di Amnesty vengono mensilmente informati circa i casi più urgenti, che vengono illustrati sul notiziario e per i quali è indispensabile un intervento immediato.
_______________________________________________________
A causa di problemi di caricamento della pagina abbiamo dovuto rimuovere la lettera dedicata a Theo dal Sig.Sakis Panagiotis.
Sarà nostra cura pubblicare nuovamente la lettera in una pagina apposita. La redazione si scusa con i lettori.
Si comunica ai lettori che questa pagina ha raggiunto il numero massimo consentito di commenti. Chi volesse lasciare la propria adesione potrà farlo nelle altre pagine.
La redazione ringrazia tutti per la sensibilità dimostrata.
It communicates to readers that this page has reached the maximum number of comments. Anyone wishing to leave their membership may do so on other pages.
The editors would like to thank everyone for their sensitivity.
29.02.2012